|
Coordinamento Nazionale Giovani Architetti Italiani 20 - 21 febbraio 2009 Casa dell'Architettura ROMA
I Giovani Architetti Italiani riuniti a Roma in occasione del I Congresso GiArch
hanno riscontrato un serio disagio diffuso sul territorio nazionale della categoria, un impoverimento generalizzato che mina il futuro di questa professione, un'allarmante difficoltà a svolgere con correttezza etica questo mestiere, ed hanno definito una serie di strategie per porre soluzione o migliorare alcune situazioni attraverso la realizzazione di azioni e attività che riflettono la passione, l'intraprendenza, lo spirito propositivo e di collaborazione tipico dei Giovani Architetti Italiani.
Ritengono che ci sia un'improrogabile necessità di affrontare concretamente le problematiche di categoria, approfondire temi culturali e professionali, promuovere le collaborazioni tra le istituzioni, valorizzare il potenziale dei giovani architetti favorendone l'avviamento all'attività, sensibilizzare la collettività sul ruolo sociale dell'architettura e dell'urbanistica tramite un adeguata valorizzazione della figura dell'architetto.
Condividono una programmazione sinergica ed integrata delle attività culturali, promosse ed organizzate dalle singole associazioni, capace di promuovere la cultura architettonica e la tutela della figura professionale dell'architetto su tutto il territorio italiano, sia in forme locali che in azioni a livello nazionale.
Credono nella meritocrazia come criterio di selezione delle future classi dirigenti.
Promuovono la sinergia fra le professioni intellettuali per una ricerca di soluzioni interdisciplinari alla complessità della crisi globale che ci ha investito.
Rivendicano con forza il ruolo positivo e propositivo dei giovani architetti nonché la centralità di tutta la categoria per il rilancio territoriale, economico e sociale del nostro Paese.
Intendono incentivare e valorizzare la qualità professionale dei giovani architetti, sostenere e contribuire alla promozione di una politica di partecipazione, potenziare e perseguire la formazione di una coscienza etica del fare architettura, riflettere sulle problematiche di categoria e proporre strategie e soluzioni utili al difficile avvio e svolgimento della professione.
Sostengono che sia un dovere di tutti rispettare e far rispettare regole, principi etici e deontologici nei rapporti di lavoro siano questi in forma libera, subordinata, parasubordinata o di consulenza e che ad essi debba corrispondere una giusta retribuzione economica.
Ribadiscono l'ineluttabile necessità di implementare un modello di sviluppo basato sull'equilibrio tra i principi di concorrenza e mercato ed i valori di adeguata formazione, professionalità e qualità dei beni e dei servizi.
Considerano il concorso di progettazione strumento imprescindibile per il rilancio della qualità architettonica in Italia.
Sollecitano il governo e le pubbliche amministrazioni comunali, provinciali e regionali, espressioni di una eterogenea collettività, ad adottare strumenti e metodi capaci di incentivare e potenziare una politica attenta alla qualità delle opere pubbliche e private, dal progetto alla fruizione dello spazio, con l'obiettivo di educare la collettività alla comprensione del ruolo sociale dell'Architettura.
Propongono al Governo Italiano, ed in particolar modo ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, al Ministro dell'Ambiente e della tutela Territori e del Mare, al Ministro per la Gioventù, al Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, di coinvolgere nei tavoli decisionali i giovani architetti, portatori di nuova linfa per il futuro della professione, nel rispetto e nello spirito di dialogo costruttivo con le istituzioni e gli enti preposti.
Denunciano alla collettività che una politica incapace di prefigurare un ruolo alla professione di Architetto (inteso come servizio alla collettività nell'ambito della definizione delle azioni di trasformazione di un territorio e dell'ambiente), è una politica che rischia di non consegnare alle generazioni future un progetto di sviluppo e crescita adeguato ed equilibrato.
FIRMATO I Giovani Architetti di Brescia, Canavese, Catania, Enna, Ferrara, Firenze, Genova, L'Aquila, Pordenone, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Vicenza.
Documento finale Congresso GiArch 2009
|